Archive for dicembre 2005

KEYNES: A LUNGO ANDARE SIAMO TUTTI MORTI

31 dicembre 2005

Fino a cinque-sei anni fa scrivevo, su un sito professionale che avevo aperto insieme a Carlo Penco, dal titolo LIVINGSTRAT, delle “Impronte”. Le avevo chiamate così perché erano commenti su argomenti più o meno cruciali, o citazioni o frasi fatte ricorrenti il cui significato era spesso stravolto se non strumentalizzato. In parole povere, con le “Impronte” cercavo di mettere bi puntini sulle i. Gli interlocutori immaginati, dato il mio lavoro di allora, erano i capi d’impresa.
Ne avevo scritte venticinque (forse un paio in meno, di Carlo Penco).
Provo a pubblicare qui una su Keynes, il più tradito e strumentalizzato degli economisti. In particolare sono state chiamate “keynesiane” politiche economiche avventurose, con spaventose distruzioni di risorse (e arricchimenti illeciti), dimenticando che Keynes, inventore del deficit spending, era un amministratore scrupoloso che predicava l’accumulo di risorse nei tempi floridi come condizione per per poterle spendere nei periodi di vacche magre.

Ecco il testo della “Impronta”:

“IN THE LONG RUN WE’RE ALL DEAD”. John Maynard Keynes: “A Tract on Monetary Reform”, 1923, in “Collected Writings of John Maynard Keynes”, Macmillan, 1971, p.65.

Cosa voleva dire Keynes con questa frase, aggiungendo: “Gli economisti si pongono un compito troppo facile, troppo inutile se in tempi tempestosi sanno solo dirci che quando la tempesta sarà passata l’oceano tornerà calmo”?
Voleva dire che le cose non erano destinate ad aggiustarsi da sole nel lungo termine, come ritenevano gli economisti classici legati ai concetti dell’equilibrio di bilancio ad ogni costo e in ogni momento, del lassaiz faire economico e della legge di Say, secondo cui l’offerta era destinata a creare la propria domanda e per questa via la piena occupazione. Né come ritenevano i marxisti, convinti fideisticamente che con la rivoluzione e la statalizzazione dei mezzi di produzione non ci sarebbero state più crisi economiche.
La lunga depressione dopo la crisi del 1929 e le teorie keynesiane dimostravano che il sistema capitalistico poteva alimentare un circolo vizioso verso un equilibrio economico perverso, perché conseguito nonostante la permanenza di una massiccia disoccupazione e povertà diffusa.
Di qui la necessità, secondo Keynes, dell’intervento immediato (more…)

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DATEMI UNA LEVA…

1 dicembre 2005

“Datemi una leva abbastanza lunga e un punto d’appoggio, e vi solleverò il mondo.”

Questa frase è attribuita ad Archimede, scienziato siracusano vissuto nel III secolo avanti Cristo.
L’attribuzione non è fantasiosa, avendo Archimede posto le basi della trattazione geometrica della meccanica statica con il trattato “Sull’equilibrio dei piani o dei loro centri di gravità”, che esamina appunto le condizioni di equilibrio della leva, cioè della prima tra le macchine semplici usate dall’uomo (prima ancora della ruota).
Il concetto della leva è usato frequentemente nel campo economico e manageriale.
Per lo più si parla di “leva finanziaria”, (more…)