Archive for luglio 2010

SUMMUM JUS, SUMMA INIURIA

31 luglio 2010

Quando, lo scorso anno, è stato costituito il Consorzio per la gestione unitaria della Villa e del Parco di Monza, chi ha a cuore il più importante monumento architettonico e naturalistico della Lombardia ha ritenuto che finalmente esso sarebbe stato restaurato e recuperato nelle sue straordinarie valenze. L’approvazione bipartisan di un decente Statuto dell’ente confortava in questa speranza. Finalmente il monumento sarebbe stato sottratto alle improvvisazioni degli amministratori di turno degli enti proprietari, e sarebbe stato dotato dell’autonomia e delle risorse proprie per realizzare il grande disegno strategico del suo risanamento e rilancio.

Ma pochi si sono accorti,

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IL NON-ECONOMISTA 3

31 luglio 2010

Nell’intervista rilasciata a la Repubblica di sabato 17 luglio, l’aulico Tremonti ha detto tra l’altro:
“Questo è un Paese in cui molti governi locali si sono clonati e derivati in galassie societarie “parallele”. Spesso più grandi dei governi stessi. E non sempre sotto controllo democratico e giudiziario. Leggasi la monografia della Corte dei conti”.
C’è da restare allibiti. Ho sempre pensato

CATASTROFE

31 luglio 2010

Sinora ero convinto che il nostro disgraziato Paese fosse avviato verso la catastrofe economica. E lo sono ancora. Questa avrebbe certamente conseguenze politiche, ma nel senso che l’attuale governo sarebbe spazzato via e sostituito da un esecutivo di tecnici o di salute pubblica. (segue articolo)

BIGLIETTI DI BANCA E CRIMINALITA’

31 luglio 2010

Contro il crimine organizzato, nel 1969 il presidente americano Richard Nixon eliminò le banconote da mille dollari… (vai all’articolo)

ARTICOLI 1 E 41 DELLA COSTITUZIONE

31 luglio 2010

Premesso che a mio parere una costituzione, come l’inno nazionale che dovrebbe farne parte, è un totem che non si cambia se non con emendamenti particolari che non ne tocchino i fondamenti, vorrei fare due commenti controcorrente alla discussione di questi giorni sull’art.4 e a delle considerazioni del Guardian sull’art.1.

Art. 41
Tremonti, con le sue frequenti uscite demagogiche e strumentali, propone una maggiore “liberalizzazione” delle imprese. E a questo scopo, invece di parlare delle riforme che lui e Berlusconi non hanno mai fatto a questo scopo, eliminando i “lacci e lacciuoli” burocratici e inutili di carliana memoria, propone di modificare il famigerato art.41 della Costituzione, considerato come un inciucio tra comunisti e democristiani.
Dice questo articolo:
“L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.
Domanda: potrebbe un articolo della nostra Costituzione essere più straordinariamente attuale, perfetto, lungimirante di questo sulla vita economica del Paese?
Opportunamente, un giornale di estrema sinistra ha fatto dei primi due commi il titolo di apertura a piena pagina, però con una semplice X sulla prima parola del secondo comma: “Non”.
Provate a rileggere l’art.41 senza il “Non”.
E’ questo che vuole Tremonti?

Art. 1
Leggete questo stralcio di un articolo dal giornale inglese The Guardian”, considerato un riferimento per gli elettori laburisti, che ho tratto da “L’Internazionale”:
“Per ragioni che non ho mai capito”,
scrive in modo polemico il columnist Alexander
Chancellor sul Guardian,
“l’articolo 1 della Costituzione italiana dice che l’italia
è una repubblica fondata sul lavoro. Ma che principio è?
Vada per la libertà, l’uguaglianza, la giustizia… ma il
lavoro? Il lavoro è una cosa che le persone fanno, con vari
gradi di entusiasmo, non è un ideale da perseguire. In ogni
caso, il 2 giugno l’Italia ha festeggiato la sua Repubblica
fondata sul lavoro con il peggior tasso di disoccupazione
degli ultimi dieci anni e con un terzo dei giovani (contro
il 18 per cento della Gran Bretagna) che non ha
un’occupazione”.

E’ grave se trovo che il ragionamento non faccia una piega?