MARCHIONNE E LA DISTRUZIONE CREATIVA

La vicenda Fiat mi fa ripensare a un libro del 1996, scritto da F.F. Reichheld, allora presidente della Bain & Company, una delle più importanti società di consulenza d’impresa, dal titolo “The Loyalty Effect”, tradotto approssimativamente in italiano con “Il fattore fedeltà”.

La tesi era semplice: il successo di una impresa è legato ad una equilibrata soddisfazione di tutti gli stakeholder, gli “aventi una posta” nell’impresa. Funziona così: offrendo un “valore superiore” ai clienti, una impresa attrae clienti più numerosi e più leali. Con la crescita, l’impresa è in grado di aumentare il numero e la lealtà dei collaboratori. Questo porta a una maggiore produttività e consente salari più alti. La maggiore produttività determina vantaggi di costo, e permette di offrire ai clienti un valore ancora superiore. Il minor costo genera maggiori profitti, e questi attraggono investitori (azionisti) soddisfatti e leali, rendendo possibili maggiori investimenti con cui offrire ai clienti un valore ancora maggiore. E così via.

L’autore non è un economista accademico, ma uno che era giunto a queste conclusioni sulla base delle consulenze prestate ai maggiori gruppi economici del mondo.

Marchionne sembra pensarla in un altro modo. (Leggi il seguito su Vorrei)

Annunci

Tag: ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: