DELLA BELLEZZA

M.L. Grimani: “Contrasto”, da Cielo D’Alcamo

Gli scritti che parlano della bellezza mi attraggono, ma per lo piu’ mi deludono.
Forse perché sono fermo alla concezione crociana del bello, come categoria dello spirito umano insieme al vero, al buono e all’utile.
Trovo che attualmente la filosofia sia troppo asservita ala scienza, in particolare alla psicologia e alle scienze cognitive.
Dello scritto di Bahr mi ha colpito soprattutto la parte che tratta del rapporto tra bellezza e sofferenza, tragicità. Ma mi ritrovo di più nella sua sintesi, dove ricollega la bellezza a “situazioni sconvolgenti sia gioiose che dolorose”.
Secondo me la bellezza e’ sconvolgente perché coincide con l’atto creativo e, per chi la contempla, con una catarsi, una sublimazione di se’. La bellezza e’ neghentropica, e nello stesso tempo consente di vedere sè stessi presi nel gioco complesso della vita, dove è ovvio che la gioia si debba pagare con la sofferenza.
O mi sbaglio?

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