Archive for settembre 2015

IL SUD CHE CAMBIA: SALUTI DA SIDERNO

11 settembre 2015

SIDERNO 20150820Se si vuole citare un esempio dell’abbandono del Sud da parte dello Stato, basta parlare della Locride, sul mare Jonio: il suo centro piú grande, Siderno (18 mila abitanti), dista circa cento chilometri da ognuno dei due maggiori capoluoghi regionali, Reggio e Catanzaro. La strada statale 106, che lo collega ai capoluoghi, attraversa tutti i centri abitati ed è priva di qualsiasi segnaletica orizzontale, rendendo lento e pericoloso il percorso. La ferrovia jonica, a un solo binario, è in stato di abbandono, percorsa da rare e vecchie “littorine”. La cosiddetta “superstrada”, la Statale 682, che attraversa l’ìAppennino e congiunge la Locride con l’autostrada Salerno-Reggio Calabria sul Tirreno, costituisce l’unico legame potenzialmente veloce con il resto del mondo. Ma di “superstrada” ha solo il nome, forse accettabile negli anni cinquanta del secolo scorso: una sola carreggiata con una corsia per senso di marcia, pericolosissima, come attestato dai numerosi incidenti mortali.
Si potrebbe quindi pensare a una Locride come una realtà’ statica, in lento declino, abitata da persone rinunciatarie, fatalistiche. Bene, non é cosí.(vai, per il seguito, a Vorrei, oppure (more…)

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IL BRUTTO CHE AVANZA: SALUTI DA SAINT VINCENT

2 settembre 2015

Saint vincent ponte 20150810Ho seguito con interesse il dialogo su la Repubblica tra Salvatore Settis e il Ministro per i beni e le attività culturali Dario Franceschini, a cui si è aggiunto Tommaso Montanari, e l’appello per l’autonomia delle Soprintendenze e contro il silenzio-assenso sugli interventi che incidono sui valori culturali e paesaggistici (vedi la Repubblica, dal 7 al 10 agosto).. Condivido pienamente la tesi di Settis: non può esistere valorizzazione senza preservazione. A meno di concepire i beni culturali come “giacimenti” da svuotare fino all’esaurimento (ovviamente non quantitativo, ma qualitativo).
Quello che non emerge abbastanza da quel dialogo, centrato sulle norme di legge, è che la “cultura ambiente” nazionale a tutti i livelli è stata investita da uno tsunami che io definisco “liberismo culturale”: (continua la lettura su Vorrei, oppure (more…)