Posts Tagged ‘Declino’

UN GATTOPARDO SI AGGIRA PER L’ITALIA

1 agosto 2014

gattopardo 4Credo che pochi abbiano capito perché Alan Friedman, giornalista economico americano di lungo corso innamorato dell’Italia, ha intitolato il suo ultimo libro “Ammazziamo il Gattopardo”.
Molti avranno pensato a un bersaniano giaguaro da smacchiare, o a un caimano di berlosconiana memoria.
Niente di tutto questo: il Gattopardo di cui parla Friedman è proprio quello di Tomasi di Lampedusa, quello del “che tutto cambi perché nulla cambi”. E per Friedman, che guardandoci dal di fuori ci vede meglio di noi stessi, questa frase riassume tutti i mali del nostro Paese: tutti dicono che vogliono “le riforme”, ma molti, troppi, sotto sotto, vogliono che siano finte.
Purtroppo questa irresistibile tendenza a voler correre ma con il freno a mano ben tirato (more…)

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QUANDO COMINCIO’ IL DECLINO

26 settembre 2012

Credo che ormai anche i più ottimisti si rendano conto che il nostro Paese, da alcuni anni, è caratterizzato da un processo denominato “declino”.

Ma in che cosa consista questo declino, e quando sia cominciato, è tutt’altro che chiaro.

Per lo più, quando se ne parla si sottintende “economico”. E quanto al punto di inizio, è facile confondere processi che si sono manifestati a partire da un certo momento, con caratteri più o meno permanenti dell’identità e dei costumi degli italiani.

È anche difficile capire quanta parte del declino del nostro Paese è endogena, e quanta è dovuta al fatto di essere coinvolto in processi in atto in aree più vaste e magari a livello globale.

Occorre poi tener conto del fatto che molti eventi presentano una faccia positiva e una negativa. Basti pensare al miracolo economico degli anni Cinquanta del secolo scorso: alla crescita tumultuosa della ricchezza nazionale, che portò lʼItalia ad essere la sesta economia mondiale, corrispose una devastazione irreversibile del “Giardin dello Imperio”.

Da parte mia cercherò di far riferimento non solo a fatti economici (leggi il seguito su Vorrei, oppure (more…)

VENDOLA

28 febbraio 2011

Le recenti uscite di Vendola mi hanno molto deluso. Perché mi sono sembrate vecchie e destinate a dividere più che a unire il centro sinistra.

Eccole:
1. Ha riproposto la sinistra come rappresentante dei lavoratori dipendenti, senza alcun accenno ai lavoratori autonomi. E’ una posizione vecchia, di stampo classista, che contrappone i lavoratori dipendenti ai lavoratori autonomi, che sono ormai e sempre più saranno la maggioranza, regalandoli alla destra. Quindi, oltre che vecchia, perdente.
Ricordo che già negli anni Ottanta il grande sindacalista Trentin avvertiva i sindacati, inascoltato, che i tempi erano cambiati e che dovevano rappresentare tutti i lavoratori senza distinzioni. A maggior ragione dovrebbe farlo 25 anni dopo una forza politica di centrosinistra (senza vincolo di mandato).
2. Si è rivolto a Bersani chiamandolo “compagno Bersani”. Di nuovo, è un termine che spacca e non unisce il centrosinistra. E quindi anch’esso perdente.
Pochi giorni fa ho letto che… (il seguito su l’Arengario)

COME VA L’HI-TECH IN BRIANZA?

7 dicembre 2010

Ho partecipato a due eventi: il convegno organizzato da Sapio sul tema “Quale modello per costruire una cultura dell’innovazione”, svoltosi in Villa Reale il 18 ottobre; e quello organizzato da Alcatel-Lucent dal titolo “Futuro Fotonico”, presso l’Auditorium della Società nella sede di Vimercate, il 22 novembre, con successiva visita ai laboratori.

Il mio interesse per le due manifestazioni rientra nel tentativo di capire meglio quali sono la situazione e le prospettive dell’hi-tech in Brianza.

Ambedue le esperienze mi hanno fatto toccare con mano la straordinaria e inesauribile spinta all’innovazione che caratterizza queste imprese… (leggi il seguito)

DECLINO DELL’OCCIDENTE, GUERRE ED ECONOMIA

20 novembre 2010

Immaginare possibili scenari non significa fare previsioni. Significa esercitarsi in una “conversazione strategica”, inventando possibili “storie del futuro”.

Due recenti “instant book” propongono alcune di queste storie su cui meditare: la prima è del compianto Edmondo Berselli, acuto commentatore politico ed economico, già direttore della rivista “Il Mulino”, che purtroppo ci ha lasciato prematuramente pochi mesi fa. La si trova nel suo libro “L’economia giusta”, Giulio Einaudi Editore, Torino, 2010. L’altra è di Innocenzo Cipolletta, economista di lungo corso, presidente dell’Università di Trento, nel testo “Banchieri, politici e militari”, Laterza, Roma-Bari, 2010.

Lo scenario che Berselli immagina è di un amaro declino dell’Occidente… (leggi il seguito su Vorrei).