Posts Tagged ‘Economia e dintorni’

VENDOLA

28 febbraio 2011

Le recenti uscite di Vendola mi hanno molto deluso. Perché mi sono sembrate vecchie e destinate a dividere più che a unire il centro sinistra.

Eccole:
1. Ha riproposto la sinistra come rappresentante dei lavoratori dipendenti, senza alcun accenno ai lavoratori autonomi. E’ una posizione vecchia, di stampo classista, che contrappone i lavoratori dipendenti ai lavoratori autonomi, che sono ormai e sempre più saranno la maggioranza, regalandoli alla destra. Quindi, oltre che vecchia, perdente.
Ricordo che già negli anni Ottanta il grande sindacalista Trentin avvertiva i sindacati, inascoltato, che i tempi erano cambiati e che dovevano rappresentare tutti i lavoratori senza distinzioni. A maggior ragione dovrebbe farlo 25 anni dopo una forza politica di centrosinistra (senza vincolo di mandato).
2. Si è rivolto a Bersani chiamandolo “compagno Bersani”. Di nuovo, è un termine che spacca e non unisce il centrosinistra. E quindi anch’esso perdente.
Pochi giorni fa ho letto che… (il seguito su l’Arengario)

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DECLINO DELL’OCCIDENTE, GUERRE ED ECONOMIA

20 novembre 2010

Immaginare possibili scenari non significa fare previsioni. Significa esercitarsi in una “conversazione strategica”, inventando possibili “storie del futuro”.

Due recenti “instant book” propongono alcune di queste storie su cui meditare: la prima è del compianto Edmondo Berselli, acuto commentatore politico ed economico, già direttore della rivista “Il Mulino”, che purtroppo ci ha lasciato prematuramente pochi mesi fa. La si trova nel suo libro “L’economia giusta”, Giulio Einaudi Editore, Torino, 2010. L’altra è di Innocenzo Cipolletta, economista di lungo corso, presidente dell’Università di Trento, nel testo “Banchieri, politici e militari”, Laterza, Roma-Bari, 2010.

Lo scenario che Berselli immagina è di un amaro declino dell’Occidente… (leggi il seguito su Vorrei).

GLI STUDI DI SETTORE: FINE DI UNA CLAVA IDEOLOGICA

27 dicembre 2009

Da oltre un decennio ho combattuto una battaglia solitaria contro il modo con cui sono stati usati gli studi di settore come strumento di persecuzione ideologica: di qui i buoni, cioè i lavoratori dipendenti proletari che pagano le tasse, di là i cattivi, i lavoratori autonomi capitalisti evasori.
…..

Tutte queste cose così semplici da dire e da capire, le ha espresse finalmente con estrema lucidità la Corte di Cassazione, con una sentenza resa nota il 21 dicembre scorso, scrivendo:
“Gli studi di settore sono da considerare una mera elaborazione statistica, il cui frutto è una ipotesi probabilistica che, per quanto seriamente approssimata, può solo costituire una presunzione semplice”.
Semplice, no?
(Per leggere il testo completo, vai a www.arengario.net/poli/poli414.html).

Nell’articolo ho tralasciato un concetto importante:che il modo con cui sono stati applicati gli studi di settore, basati su dati medi, è stato fortemente iniquo: ha infatti colpito i redditi più bassi, costringendo i contribuenti minori ad “adeguarsi” alle presunzioni statistiche per evitare di subire un accertamento (una sorta di avviso di garanzia) con tutti i relativi costi in termini di tempi e consulenze legali-fiscali; e ha contemporaneamente dato spazio ai contribuenti con redditi superiori alle presunzioni statistiche di eludere alla grande.

RICERCA SULL’ATTRATTIVITA’ DELLA BRIANZA

27 ottobre 2009

LAGHETTO GIARDINI REALITemevo che  la ricerca sull’attrattività di Monza e Brianza, basata su interviste ai n.1 delle sedi italiane di multinazionali straniere e italiane aventi il loro quartier generale in Brianza,  si fosse arenata. Invece sta ripartendo.

In estate ho intervistato Adriano De Maio, Presidente della Fondazione High Tech Nord Est milanese, e Stefano Venturi, AD di CISCO in Italia.  Giorni fa ho incontrato Augusto Abbarchi, AD di SAP Italia. La settimana prossima vedrò il General Manager per l’Italia di STMicroelectonics Pietro Palella.

Su “La Rivista che Vorrei” è possibile leggere l’articolo introduttivo della ricerca, una premessa e le interviste a De Maio e a Venturi.