Posts Tagged ‘lavoro’

DISUGUAGLIANZA E POVERTA’: CHE FARE?

11 aprile 2016

metropoli-di-bangkok-tailandia-19182107favela-rocinhaLa disuguaglianza e soprattutto l’insicurezza e la povertà, oltre ad essere lesive dei fondamentali diritti umani e della libertà sostanziale della persona, sono tra le cause principali delle guerre, delle migrazioni, del terrorismo che affliggono l’umanità dall’inizio del secondo millennio.
Molti economisti si sono occupati di come affrontare questi problemi.
Ultimamente ne ho scritto su Vorrei, commentando alcune letture recenti. Vorrei provare qui a riesaminare le proposte avanzate dai loro autori, per valutarne la consistenza e le possibili sinergie. Riservandomi di estendere l’indagine.

Ricomincio da George Piketty (leggiil seguito su , oppure (more…)

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IL LAVORO? QUALCOSA DI PIù DELL’ARTICOLO 18

29 ottobre 2014

Il lavoro alla Foxconn, Shentzen

Il lavoro alla Foxconn, Shentzen

Il problema del lavoro e dell’occupazione è sempre di più al vertice delle preoccupazioni dei governi perché, al di là delle ragioni umanitarie, se ne temono i contraccolpi sulla coesione sociale e sulla stabilità delle istituzioni. Ma esso viene per lo più affrontato in modo disorganico, da soggetti e con interventi slegati l’uno dall’altro. E prevalentemente a livello locale. Si tratta invece di uno dei problemi più tipicamente “glocal”, che dovrebbe essere affrontato congiuntamente a livello locale e globale, in modo sistemico.
Per molti versi la possibilità, per gli esseri umani, di svolgere una attività il più possibile coerente con le proprie vocazioni e tale da assicurargli condizioni di vita e di sviluppo personale sempre migliori è un problema pari, per importanza, a quello della tutela dell’ambiente e a quello della neoplasia finanziaria che tende a distruggere l’economia reale.
La causa principale del problema del lavoro sta nel progresso tecnologico, che ha consentito nel corso dei secoli, e in particolare tra l’otto e il novecento, di “fare di più con meno” in misura sempre crescente. Nel lungo termine, il progresso ha generato condizioni di vita migliori per un numero crescente di abitanti del pianeta. Ma paradossalmente, nel suo svolgersi, ha causato anche gravi squilibri e costi umani, che tuttora non cessano di verificarsi.
Già con l’inizio della prima rivoluzione industriale, a cavallo tra il XVII e il XIX secolo,(leggi il seguito su Vorrei, oppure (more…)

LA NUOVA GEOGRAFIA DEL LAVORO

22 novembre 2013

SiliconValley_mHa avuto molto successo in USA ( e ora anche da noi) il libro di Enrico Moretti, docente di economia del lavoro all’Università di Berkeley in California, famosa per aver anticipato i movimenti del ’68 in Europa. Il titolo del libro è “La nuova Geografia del Lavoro” (Mondadori, 2013). L’ho letto come e-book, pagando 10 invece che 19 euro.
La tesi fondamentale del libro è che le città dove si insediano iniziative frutto di creatività e d’innovazione prosperano, creando lavoro di qualità e ben pagato non solo per le persone più istruite e dotate ma anche per le categorie meno elevate. Inoltre, queste città o territori emergono anche per quanto riguarda le condizioni e addirittura la speranza di vita degli abitanti. Al contrario,(leggi il seguito su Vorrei, oppure (more…)

POVERTA’: DRAMMA E VALORE UNIVERSALE

9 luglio 2013

povertaIl programma dell’attuale governo per promuovere l’occupazione si presenta come un insieme organico di interventi. Queste le azioni previste: 1. Agevolazioni per le imprese che assumono giovani; 2. Semplificazioni per la auto-imprenditorialità; 3. Incentivi alla cooperazione nel campo dei beni culturali e dei servizi alle persone; 4. Stage e tirocini per contrastare il fenomeno dei “NEET” (Not in Education, Employment, Training); 5. Contrasto alla povertà con l’estensione della “Social Card”.
Mi sembra importante che nel programma sia incluso l’intervento contro la povertà. Tuttavia (leggi il seguito su Vorrei, oppure (more…)

LAVORO O PRODUTTIVITA’: QUESTO E’ IL PROBLEMA

26 febbraio 2013

Sono in molti a riempirsi la bocca della parola “lavoro”. “Creare lavoro” è la frase ricorrente. Confesso che mi dà sempre più un senso di rigetto, anche perché l’ho sentita troppo spesso uscire dalla bocca dei monopolisti e degli affaristi a caccia di denaro pubblico. E perché alla sua martellante ripetizione non corrispondono le proposte, e a maggior ragione i fatti.
E’ ancora molto diffuso il pensiero lineare, e tarda ad affermarsi il pensiero sistemico.
L’esempio più corrente del pensiero lineare consiste (il seguito su Vorrei, oppure (more…)