Posts Tagged ‘PD’

UN GATTOPARDO SI AGGIRA PER L’ITALIA

1 agosto 2014

gattopardo 4Credo che pochi abbiano capito perché Alan Friedman, giornalista economico americano di lungo corso innamorato dell’Italia, ha intitolato il suo ultimo libro “Ammazziamo il Gattopardo”.
Molti avranno pensato a un bersaniano giaguaro da smacchiare, o a un caimano di berlosconiana memoria.
Niente di tutto questo: il Gattopardo di cui parla Friedman è proprio quello di Tomasi di Lampedusa, quello del “che tutto cambi perché nulla cambi”. E per Friedman, che guardandoci dal di fuori ci vede meglio di noi stessi, questa frase riassume tutti i mali del nostro Paese: tutti dicono che vogliono “le riforme”, ma molti, troppi, sotto sotto, vogliono che siano finte.
Purtroppo questa irresistibile tendenza a voler correre ma con il freno a mano ben tirato (more…)

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BERLINGUER AMARCORD

31 marzo 2014

BERLINGUERIl film di Walter Veltroni “Quando c’era Berlinguer” è ammirevole per come è stato costruito, combinando immagini inedite sorprendenti, frutto di una minuziosa “archeologia” politica, e testimonianze di grande spontaneità e passione di persone che hanno conosciuto il leader del PCI.
Il film scorre in modo sempre avvincente, tra emozione e riflessione sulle vicende della sinistra italiana dal dopoguerra ad oggi. Ho recentemente sostenuto, forse un po’ rozzamente, che la sinistra in Italia dal dopoguerra ad oggi è stata caratterizzata da un grande immobilismo, da una incapacità di seguire le grandi trasformazioni sociali, culturali ed economiche in atto, da una sorta di isolamento rispetto ai cambiamenti verificatisi nella sinistra europea.
La vicenda di Berlinguer,(leggi il seguito su Vorrei, oppure (more…)

PARALIPOMENI SU VILLA E PARCO

21 dicembre 2013

COLLINETTA VEDANO 26092008“I paralipomeni della batracomiomachia” è il titolo di un commento e integrazione che Giacomo Leopardi fece ad una antica favola comica greca. Significa: “Le cose tralasciate, non dette (i paralipomeni) sulla guerra tra i topi e le rane”.
Il 13 novembre scorso il PD di Monza ha dedicato una intera assemblea alla Villa Reale e Parco di Monza. Non mi soffermerò ancora sulle cose che meritano un giudizio positivo – come il ruolo conquistato alla Villa come sede di rappresentanza dell’Expo 2015, o la conferma della permanenza dell’Istituto Statale d’Arte e del Liceo Artistico nella Villa, o il promesso restauro di Giardini Reali con la loro valorizzazione paesaggistica (che non esclude quella economica), o la auspicata rimessa in funzione della fontana nell’Avancorte della Villa, vergognosamente vuota da decenni. Vorrei parlare invece di alcune delle cose su cui nutro delle perplessità.
A cominciare dal Comitato Scientifico, ancora da insediare a quattro anni dal varo del Consorzio.(Leggi il seguito su vorrei, oppure (more…)

LA SINISTRA ITALIANA DA OLIVETTI IN POI

12 novembre 2013

OLIVETTII numerosi scritti in memoria della nascita di Adriano Olivetti mi hanno portato a una riflessione, specifica sulla sinistra italiana. Anche perché molti si sono chiesti il perché della freddezza della sinistra italiana di allora nei confronti del grande capo d’impresa e della sua visione comunitaria.
Che Olivetti fosse duramente avversato dalla classe imprenditoriale italiana e da interessi internazionali era noto.
Ma la sinistra (sostanzialmente il PCI) non poteva accoglierlo e sostenerlo: la logica della lotta di classe lo voleva per principio “dall’altra parte”, un capitalista, anche se “paternalista”.
Adriano morì nel 1961. Allora era così. E dopo?(leggi il seguito come commento su l’Arengario, oppure (more…)

RIFARE I PARTITI

23 marzo 2013

A gennaio dell’anno scorso, dopo la caduta di Berlusconi e il passaggio di mano del governo dai partiti tradizionali a un governo tecnico, avevo mandato ai democratici del Circolo 6 di Monza, di cui faccio parte, una nota per un dibattito che non c’è stato.
Siccome credo che le mie considerazioni di allora valgano, per quel che valgono, anche per altri partiti, e siano ancora abbastanza attuali, oso riprenderle con qualche snellimento.

RIFARE I PARTITI.

È già accaduto venti anni fa: dopo anni di contrapposizioni spesso puramente ideologiche o strumentali, di politiche scriteriate (vedi l’aumento del debito pubblico), con corollari di sprechi, malversazioni, corruzione diffusa, i partiti italiani hanno gettato la spugna, ricorrendo ai cosiddetti tecnici: cioè a persone considerate all’altezza, a differenza dei cosiddetti politici, di rimediare al mal fatto e a rimettere la barca della polis in condizioni di galleggiare e di navigare.
Come venti anni fa, esiste il rischio di andare incontro a una nuova lunga crisi dei partiti, sostanzialmente a una Terza Repubblica che speriamo sia meglio della Seconda, rivelatasi peggio della Prima.
L’insegnamento dovrebbe essere semplice: i partiti hanno fallito, venti anni fa come adesso, in quella che è forse la loro principale ragion d’essere: quella di selezionare oi aristoi, i migliori, i più capaci di guidare la cosa pubblica.
Se questa è una loro funzione costitutiva (oltre a quella di elaborare proposte per il bene comune), debbono chiedersi: come riuscire a svolgerla in futuro, per non fallire di nuovo dopo anni di turbolenza interna ed esterna?
Penso che per farlo debbono trasformarsi da associazioni chiuse, introverse, in associazioni aperte, estroverse. Debbono superare il loro stato di separatezza dalla società civile, mascherato da una ricerca di un consenso misurato dai sondaggi di opinione, e quindi di corto respiro.
I partiti debbono liberarsi di coloro che li considerano come strumenti di carriera politico/economica, di arrampicamento (e non di promozione) sociale, e come uffici di collocamento collaterale di arrampicatori falliti.
Allargando al massimo il coinvolgimento di cittadini, (leggi il seguito su Vorrei, oppure (more…)