Posts Tagged ‘Thomas Piketty’

PRODI: COME RIBALTARE UN PIANO INCLINATO

18 luglio 2017

Nel mio excursus sul tema della disuguaglianza ho sinora esaminato le analisi e le proposte di diversi economisti (Piketty, Deaton, Stiglitz, Atkinson) non direttamente impegnati in ruoli politici. Questa volta proporrò l’esame delle idee di Romano Prodi, che oltre ad essere un economista di vaglia, ha ricoperto importanti incarichi politici nazionali e internazionali, come Presidente del Consiglio italiano e Presidente della Commissione Europea.

L’occasione è la pubblicazione di un suo denso libro-intervista  dal titolo significativo: “Il piano inclinato” (Il Mulino, 2017, p. 160).  Significativo, perché Prodi denuncia senza infingimenti  i mali del nostro Paese, a partire dalla criminalità e dall’evasione fiscale, e i diversi aspetti di arretratezza nei confronti di altri paesi occidentali e non. Mali che potrebbero far scendere il nostro Paese ancora  più in basso.

Così come Atkinson ha proposto  un nuovo welfare  adeguato al nuovo millennio per il Regno Unito, con uno sguardo ai cambiamenti globali, Prodi propone per l’Italia una via alla “crescita inclusiva”, anche in questo caso ( (more…)

STIGLITZ SULLA DISEGUAGLIANZA: LE IDEE, LE PROPOSTE

19 maggio 2016

STIGLITZNel suo ultimo libro (La grande frattura, Einaudi, 2016) Joseph E. Stiglitz raccoglie gli articoli scritti nel corso di diversi anni a scopo divulgativo e, commentandoli estesamente, ci consente di comprendere pienamente il suo pensiero.
Stiglitz è stato insignito del Premio Nobel di economia nel 2001 per le sue ricerche sulle asimmetrie nell’informazione economica, ma è assurto a grande notorietà presso milioni di non esperti con un articolo pubblicato nel 2011 sulla rivista Vanity Fair, dal titolo “Dell’uno per cento, dall’uno per cento, per l’uno per cento”.L’articolo cominciava così: “Oggi, il primo uno per cento degli americani si porta a casa ogni anno quasi un quarto del reddito della nazione. In termini non di reddito, ma di ricchezza economica del paese, il primo uno per cento ne controlla il 40 per cento… Venticinque anni fa,(continua la lettura su Vorrei, oppure (more…)

SEGNALI DAL FUTURO

10 febbraio 2016

DRONINegli ultimi giorni mi hanno colpito alcune notizie di tipo diverso, ma sottilmente interconnesse, che fanno prevedere cambiamenti profondi nel XXI secolo, equiparabili a quelli del XX rispetto al precedente. Cambiamenti che renderanno del tutto nuovo il mondo in cui vivranno le prossime generazioni, dal punto di vista del lavoro, delle condizioni di uguaglianza o disuguaglianza tra gli umani, del loro benessere-malessere.

Eccole:

1. Le automobili.
Secondo uno studio del gruppo bancario Barclays, con la diffusione delle auto senza guidatore il parco macchine americano potrebbe ridursi entro il 2050 del 60%. Un’unica auto potrebbe accompagnare i bambini a scuola, il papà e la mamma – o il resto della famiglia arcobaleno – al lavoro in luoghi diversi, tornare a casa ed essere utilizzata per altre necessità. General Motors e Ford messe insieme dimezzerebbero il numero delle loro fabbriche, e lo stesso avverrebbe presumibilmente per le altre case produttrici di auto nel mondo. E’ ragionevole immaginare che il numero dei lavoratori addetti al settore si ridurrà in misura maggiore, grazie alla robotizzazione delle fabbriche.
Ma lo studio non parla di un cambiamento molto più ravvicinato: il passaggio dai motori a combustione interna a quelli elettrici. Se ci si pensa bene, non è molto diverso dal passaggio dalle macchine per scrivere meccaniche a quelle elettriche,(leggi il seguito su Vorrei, oppure (more…)

DEATON:DALLA POVERTA’ ALLA LIBERTA’

19 gennaio 2016

DEATONOrmai da tempo molti cultori della scienza economica hanno cessato di trattarla come una “scienza pura”, specialistica, separata dalle altre discipline (salvo che dalla matematica, di cui era divenuta un’ancella). E’ in atto un ritorno alle origini: ed è il caso di ricordare che Adamo Smith, considerato tra i fondatori, era anche uno studioso di morale.
I selezionatori del Premio Nobel sono stati attenti a questa evoluzione. Fin da quando assegnarono il premio per l’economia al sociologo Herbert Simon, il teorico della “razionalità limitata”, nel lontano 1978, e più recentemente allo psicologo Daniel Kahneman, fondatore dell’economia comportamentale e studioso della teoria delle decisioni in condizioni d’incertezza (2002). E ad economisti come l’indiano Amartya Sen (1998), che ha rivoluzionato gli studi sui rapporti tra economia, benessere e democrazia, e a Joseph E. Stiglitz (2001), e a Paul Krugman (2008), due riferimenti obbligati per la politica economica dei nostri tempi. Ed ora ad Angus Deaton (2015).
Quest’ultimo, in un intervista a la Repubblica in occasione della sua premiazione (la Repubblica, 13/10/2015), ha affermato: (more…)

MAZZUCATO: VIVA LO STATO!

19 ottobre 2015

MAZZUCATOIl fatto che il nuovo leader del Partito Laburista britannico, Jeremy Corbin, abbia costituito una squadra di personaggi di alto livello, come il premio Nobel Joseph E.Stiglitz e Thomas Piketty, per consigliarlo nella politica economica, ha trasformato la mia curiosità verso questo nuovo entrante della sinistra in un giudizio tendenzialmente favorevole. E la mia curiosità si è poi concentrata sulla inclusione nella squadra di un’economista italo-americana, Mariana Mazzucato, di cui sto ora leggendo l’ultimo libro, “Lo Stato Innovatore” (Laterza, 2014).

L’argomento su cui Mazzucato concentra la sua attenzione è quello, ultra-dibattuto, dei rapporti tra stato e mercato, tra pubblico e privato. Ma l’approccio è veramente nuovo, e debbo dire che ha inciso in modo positivo sui miei modelli mentali (cosa da salutare sempre con entusiasmo!).

E’ diffusa l’idea (leggi il seguito su “>Vorrei, , oppure (more…)